Avete presente quelle persone decise,
che sanno sempre quello che vogliono, come ottenerlo e su quale nuovo
progetto stimolante si butteranno subito dopo?
Ecco: non mi somigliano per niente.
Io sono più il tipo di persona che si fa mille seghe mentali prima di prendere una decisione, stila liste dei pro e dei contro, calcola al millesimo le probabilità di fallimento e prova ad anticipare le proprie reazioni in base a qualunque possibile scenario le si presenti davanti.
Ecco: non mi somigliano per niente.
Io sono più il tipo di persona che si fa mille seghe mentali prima di prendere una decisione, stila liste dei pro e dei contro, calcola al millesimo le probabilità di fallimento e prova ad anticipare le proprie reazioni in base a qualunque possibile scenario le si presenti davanti.
Fin da piccola ho ricevuto una serie di
insegnamenti che, nonostante gli sforzi fatti per non prenderli alla
lettera, si sono piantati come chiodi nella mia testa:
Pensando di rifiutare, ovviamente! 🙈
- Non fidarti di nessuno.
- Le cose che sembrano troppo belle per essere vere, di solito sono fregature.
- Autocompiacersi è sbagliato: sempre, comunque e in ogni ambito.
Pensando di rifiutare, ovviamente! 🙈
Proprio così: anziché godermi quel
fantastico risultato e sbatterlo in faccia a tutti al grido di "Ce
l'ho fatta, ho sempre avuto ragione io, pappappero!", ho
iniziato ad aver paura e a chiedermi:
- Posso fidarmi di questa casa editrice?
- È tutto troppo bello per essere vero. Dove sta la fregatura?
- Se accetterò di firmare il contratto, come lo comunicherò alla gente? Sbandierare i propri successi non è carino... penseranno che me la tiro?
Per fortuna, qualche santo in paradiso
mi ha fermata dal fare una sciocchezza e mi ha fatta rinsavire quasi
subito, convincendomi a firmare.
Da quel momento, regnò il caos.
Da quel momento, regnò il caos.
Ricordo un continuo scambio di email, che durò per mesi. C'erano persone da conoscere (editor, correttori di bozze, ufficio diritti, ufficio stampa, addetti al marketing...), documenti da firmare, file da inviare. Avevano voluto, a scatola chiusa, anche gli altri due romanzi della serie, perciò dovevo mettermi d'impegno per terminarli entro un lasso di tempo ragionevole.
Per un
attimo tremai:
non avevo mai scritto niente "per forza", tanto meno con una
scadenza ad alitarmi sul collo. E se mi fossi bloccata di nuovo? Se
non fossi riuscita a soddisfare le loro richieste nei tempi previsti?
Avrei solo dimostrato che fare la scrittrice era ben
diverso dal sognare di esserlo. Forse non faceva per me...
Stranamente, invece, non ebbi problemi. Anzi, scoprii che sottopressione rendevo meglio.
Stranamente, invece, non ebbi problemi. Anzi, scoprii che sottopressione rendevo meglio.
A giugno, entrambi i romanzi erano finiti: pazzesco per una che era stata bloccata per quasi quattro anni, eh?
In attesa di iniziare il mio primo editing, mi misi a scrivere un nuovo racconto per l'ormai famoso blog che aveva segnato il mio battesimo di fuoco come scrittrice, e con il quale collaboravo ancora. Intitolai quella storia "L'alba nei tuoi occhi"... ed ero a un passo dal consegnarla alle blogger, quando scoprii che non potevo farlo senza
prima avere una liberatoria firmata. Il contratto mi obbligava a far valutare all'editore ogni cosa che scrivevo e che intendevo rendere pubblica.
Fu allora
che realizzai di essere entrata in una nuova fase della mia
creatività. Ora, tutto ciò che
scrivevo aveva un potenziale valore: non si trattava più di scrivere solo per me stessa.
Il mio approccio alla scrittura cambiò di conseguenza, fin dalla fase di stesura. Non potevo più perdere tempo con storie campate per aria, dovevo imparare a progettare e fare in modo di mandare in valutazione qualcosa che fosse già quasi pronto per un'eventuale pubblicazione.
A venirmi in soccorso furono le scalette, croce e delizia di ogni scrittore. Qualcuno le considera la tomba della spontaneità, altri non scrivono una parola senza prima aver delineato la storia fin nei minimi dettagli.
Io mi colloco esattamente nel mezzo.
Costruireste mai una casa senza le fondamenta? No, se non volete che crolli tutto alla prima folata di vento, giusto?
Una scaletta ben fatta serve esattamente a questo: ti aiuta ad avere le idee chiare su dove collocare i muri portanti della storia, per assicurarti che tutto funzioni a dovere. Avere una visione d'insieme della trama ti permette di non sprecare tempo con buchi o problemi improvvisi a metà stesura - eventualità che causerebbe una sicura battuta d'arresto.
In corso d'opera, poi, tutto può sempre cambiare: sono i personaggi a dettare legge (per quel che mi riguarda, almeno). Ma la struttura di base resta. E se regge quella, sei a metà dell'opera 😉
Tornando al racconto, comunque, l'editore accettò di farlo pubblicare al blog, e la storia di Lexie e Chris ebbe davvero un buon riscontro.
Un anno dopo, venne inserito nell'antologia "Baci D'estate", e in seguito venduto singolarmente in ebook, con il titolo di "Un amore
all'improvviso".
E Clover e Cade?
Beh, loro erano stati ufficialmente ceduti, ormai. Non erano più solo miei: il loro destino, per la prima volta, era in mano a qualcun altro.
Fu una strana sensazione, all'inizio: sono molto gelosa delle mie cose. Ma il pensiero di vederli arrivare in libreria faceva passare tutto in secondo piano.
La nuova edizione era stata programmata per l'autunno, e avrebbe avuto un nuovo titolo: non più "Il regalo più bello" ma "Tutta colpa di New York".
Prima, però, c'era un problema da sistemare: era troppo corto.
Mi dissero di allungarlo di almeno 60000 battute, e poi di metterlo a norma facendo attenzione ad alcune cose: il "POV",
lo "Show,
don't tell",
i "cliffhanger",
il "climax"...
Riuscite a immaginare
la mia faccia?
Lo
dico non senza un pizzico di vergogna: ero davvero ignorante in materia. Non mi ero mai soffermata sulla
tecnica, prima di quel momento. A pensarci bene, ancora oggi non so
dirvi come ho imparato a scrivere, l'ho sempre fatto d'istinto! E sono la prima a stupirmi del risultato, ogni volta. 😅
Di conseguenza, sbattere la faccia sulle mie mancanze mi fece sentire inadeguata al mio nuovo ruolo, ma mi spinse a mettercela tutta per colmare le lacune. Quando mi sarebbe ricapitato di avere la possibilità di imparare tutte quelle cose sul campo? Dovevo fare tesoro di ogni parola.
Di conseguenza, sbattere la faccia sulle mie mancanze mi fece sentire inadeguata al mio nuovo ruolo, ma mi spinse a mettercela tutta per colmare le lacune. Quando mi sarebbe ricapitato di avere la possibilità di imparare tutte quelle cose sul campo? Dovevo fare tesoro di ogni parola.
Ero cresciuta con
le voci della gente che mi ripetevano: "Scrivere non è un vero
lavoro!". Invece, altroché se lo era! E io ero decisa a svolgerlo al meglio.
Perciò scrissi tre nuovi capitoli e, guida alla mano, misi a norma tutto il testo.
Poi fu la volta dell'editing vero e proprio. Un'esperienza che ricordo ancora oggi: a tratti dura, sfiancante, capace di mettere alla prova pazienza e sicurezza. Ogni mia frase veniva analizzata; criticata, se necessario. Ma quante cose mi ha insegnato! Ho imparato a guardare ciò che scrivevo con occhio più attento, a mettere in discussione il mio stile, a notare gli errori, a non dare niente per scontato. Certi consigli li metto in pratica ancora adesso, in automatico.
Dopo un paio di settimane, il romanzo
era finalmente pronto per il Visto Si Stampi.
![]() |
| La prima bozza di copertina! |
Andava
bene tutto, perché quella copertina, con il mio nome, la mia faccia e
una frase a effetto sulla fascetta che recitava "Romantico come Notthing
Hill, divertente come la Kinsella!" sarebbe finito sugli
scaffali di tutte le librerie... e prima di quanto pensassi!
Sarebbe uscito, infatti, il 7 novembre 2013.
Praticamente a un anno esatto dall'inizio della prima stesura💗
A
ottobre mi arrivò la primissima copia del libro.
Volete
sapere come ho reagito?
Ve lo dirò sicuramente... ma non oggi! 😝
Ve lo dirò sicuramente... ma non oggi! 😝
Intanto, che ne pensate? Vi siete mai chiesti cosa c'è dietro la pubblicazione di un romanzo? Volete che ne parli in un altro post, approfondendo alcuni dettagli tecnici? Fatemi sapere se avete curiosità specifiche e vedrò di rispondere a tutte.
A presto,
Cassie 💜





Ciao Cassie, da quel po' che hai raccontato, c'è un mondo dietro la pubblicazione di un romanzo 😅 è sempre bello conoscere cose nuove. Curiosa di scoprire come hai reagito alla primissima copia del libro 😍
RispondiEliminaCiao Adry! Concentrare tutto ciò che c'è dietro è difficile, in poche righe, ma posso sempre scrivere un post a parte solo sull'argomento... Magari più avanti lo farò 🤗
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