lunedì 1 settembre 2025

Capitolo 10 - "Il primo passo è sempre il più difficile... O forse no".

Una delle cose che sento ripetere più spesso è: "Una volta fatto il primo passo, il resto è tutto in discesa!".
Non lo so, amici. Se è davvero così, allora io sono montata al contrario 😅
Partiamo dal presupposto che, per me, il concetto di "discesa" inteso come semplicità è parecchio astratto: trovo difficile quasi ogni cosa.
Respirare? Soffrendo d'ansia, anche fare una cosa così naturale diventa complicato.
Dormire? Bello... Se solo non avessi incubi quasi ogni notte.
Mangiare? Questo mi riuscirebbe facilissimo, se non mi sentissi in colpa per ogni boccone che finisce nel mio stomaco.
Bere? Vi dirò... a volte devo concentrarmi per farlo, perché ho paura che l'acqua mi vada di traverso 😆
Qualcuno dirà: "scrivere per te è facile, ti viene istintivo!". Vero... Ma solo se e quando i pianeti sono allineati! 🙈
Insomma, sono un caso da studiare.

La copertina che avevo realizzato
quando credevo che anche il 
secondo volume sarebbe
uscito self.
Quando arrivò il momento dell'uscita del mio secondo romanzo, ero più spaventata della prima volta. Perché per "Tutta colpa di New York" avevo avuto una sorta di test prima dell'uscita in libreria, grazie al mese in cui ero stata self, ma per questo libro non avevo nessun feedback a tenermi tranquilla.
La storia di Eric e Zoe era già parzialmente scritta quando firmai con la casa editrice (avevo addirittura preparato la cover, insieme a quella dell'ultimo romanzo!), perciò non dovetti far altro che completarlo. E sì, allungarlo.
Come per il libro precedente, mi dissero che il testo era troppo corto, e così aggiunsi due capitoli: quelli iniziali, ambientati a Capodanno.
Il primo commento a questa nuova storia lo ebbi dalla nuova editor. Secondo lei, funzionava molto meglio della precedente: era meno "favoletta", più "reale".
La cosa buffa è che in qualche recensione hanno definito proprio "inverosimile" il lungo amore segreto di Eric per Zoe (durava 10 anni!)... Senza sapere che io stessa sono stata innamorata del mio migliore amico per lo stesso, identico lasso di tempo 🙈
Insomma: più verosimile di così! 😆

Il romanzo uscì il 5 giugno e inizialmente doveva intitolarsi "Indovina di chi mi sono innamorata?". Titolo che non mi entusiasmava, e che fu cambiato quasi subito in "Una notte d'amore a New York", per mantenere una coerenza narrativa con il libro precedente.
Ero in ansia, ma non soltanto perché Eric e Zoe dovevano scontrarsi con il successo di Clover e Cade. Il mio terrore più grande era ripassare attraverso la trafila della promozione, com'era accaduto in precedenza.
Spoiler: non successe.
La spiegazione che mi diedi all'epoca è che c'erano altri autori e autrici da seguire: il fenomeno del self-publishing era esploso, durante quell'anno, e le nuove leve erano molte. Le attenzioni, quindi, dovevano essere suddivise equamente (com'è giusto che sia).
A me andò più che bene. Nessuno mi chiese di organizzare presentazioni, non mi mandarono in giro per fare pubblicità. L'unica intervista radio che feci fu telefonicamente e non in diretta: comodamente seduta sul divano, in pigiama! Una pacchia.
I totem in libreria diminuirono rispetto al primo romanzo, ma gli espositori erano comunque pieni e si svuotarono in fretta.
Il tasto dolente di quell'uscita? Per me fu la cover.

Lo dico senza giri di parole: non mi piaceva. La trovavo poco evocativa, per nulla adatta alla storia. E poi, ero convinta che usare la stessa modella apparsa nella cover di "Tutta colpa di NY" avrebbe destabilizzato i lettori.
E in parte fu così: molti, più avanti, mi scrissero che credevano che quel secondo volume fosse il seguito della storia di Clover e Cade. (Anche se la trama parlava chiaro).
Ovviamente, provai a obiettare sulla scelta della copertina, ma mi venne detto che la trilogia doveva avere un filo conduttore, e le cover simili - nonché i titoli - facevano subito intuire che si trattava di una serie.
Non mi restò che accettare di buon grado.
Che altro potevo fare? Io non sapevo niente di marketing, dovevo fidarmi della loro esperienza.

Il romanzo andò bene, ma leggermente meno rispetto al primo.
Mi chiesero se per caso non lo avessi pubblicizzato di meno... 👉
Com'era possibile che fosse colpa mia? Per il libro precedente non mi ero certo pubblicizzata da sola, anzi. Essendo nuova nell'ambiente, non sapevo proprio come muovermi e avevo lasciato che fosse la casa editrice a spingere.
Ora, invece, avevo preso dimestichezza con i social, quindi ero molto più attiva a livello promozionale (nel mio piccolo). Non poteva dipendere da quello.
Cosa poteva essere, dunque? Meno spinta da parte dell'editore? Una copertina che non invogliava all'acquisto? Oppure a nessuno interessava quel nuovo libro?
Mi dissero che forse erano i personaggi a non convincere: Zoe era sexy e apparentemente sicura di sé, mentre Eric non era il classico uomo Alfa. Non andavano "di moda".
Quindi che avrei dovuto fare? Scrivere solo libri "copia e incolla" per avere successo?
Drizzai le antenne, ma non ebbi troppo tempo a disposizione per soffermarmi su quella nuova paranoia... Perché ne spuntò subito un'altra: le pseudo-autrici che copiavano il lavoro altrui.
Il romanzo era uscito da poco e una mia lettrice mi segnalò che su un sito dedicato alle fan-fiction qualcuno ne stava caricando le prime pagine, spacciandole per sue.
Non potete immaginare cosa provai.
Io sono MOLTO gelosa delle mie cose. Nei rapporti umani no, sono per il vivi e lascia vivere, ma per le cose che creo, per le mie idee... divento una iena!
Questa persona non si era limitata a scopiazzare la storia: l'aveva proprio copiata e incollata sul sito, cambiando solo i nomi dei protagonisti. Ricordo ancora i commenti sotto i capitoli: tanti complimenti, chi chiedeva a gran voce il seguito, e lei che si vantava, ringraziando tutti per le belle parole e assicurando che presto avrebbe caricato il resto... 😡

Che pelo sullo stomaco devi avere per fare una cosa del genere?
La segnalarono, lei venne bannata e tutto fu rimosso prima che la casa editrice potesse intervenire in modo più serio.
Pochi mesi dopo, mi regalarono il Kindle, e ricordo che scaricai degli ebook gratuiti per provarlo.
Ne lessi uno, di un'autrice self che non conoscevo. Arrivata alla fine, sbirciai i ringraziamenti: l'ultima parte era copiata pari pari dai miei, (lettere maiuscole e in stampatello comprese), ossia quelli che avevo inserito nel mio primo romanzo.
I ringraziamenti, ragazzi: ci rendiamo conto? Quelli dovrebbero essere personali, venirti dal cuore! Vuoi usare le parole di un'altra autrice perché pensi che rappresentino in pieno il tuo pensiero? CITALA, ma non te ne appropriare! 
Bah. No comment.

Insomma, più mi addentravo in questo mondo e più ne uscivo disillusa. Quello che avevo immaginato come un ambiente magico, nascondeva un sacco di insidie, in ogni angolo.
E non ero che all'inizio!

Comunque sia, smisi di concentrarmi su quei problemi e mi dedicai al mio lavoro.
Scrissi "Tutta colpa della Gelosia", la seconda novella digitale, che doveva fare da ponte tra "Una notte d'amore a NY" e il libro successivo, e poi mi misi sotto con il terzo capitolo della serie, che sarebbe uscito a novembre.
La cover di "Mi sposo a New York"? Era già stata spoilerata, perciò sapevo che anche quella non sarebbe stata in linea con i miei gusti...
Ma di questo ne parliamo la prossima volta 😇

E ora ditemi: siete tra coloro che hanno apprezzato la storia di Eric e Zoe, o non siete riusciti a empatizzare con il loro amore?
Vi piace la cover scelta per il romanzo? Siete team "filo conduttore" per i libri di una stessa serie, o credete che ogni storia debba avere la sua copertina?

A presto,
Cassie 💜

2 commenti:

  1. Ciao Cassie, allora sì, sono tra coloro che hanno apprezzato la storia di Eric e Zoe, anche perché mi ero affezionata già dal primo romanzo 🥰. Per quanto riguarda la cover, credo che ogni storia debba avere la sua copertina; è un gusto prettamente personale ☺️. Però ammetto che, una volta affezionati al primo libro, diventa più facile accettare tutto ciò che segue 🥰❤️

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    1. Grazie Adry. Sono contenta che la storia di Eric e Zoe ti sia piaciuta 😊
      Per le cover, io da lettrice ci faccio poco caso quando si tratta di acquistare libri delle mie autrici preferite, perché tanto le compro comunque. Ma è indubbio che se entri in libreria senza sapere cosa comprare o leggere, lo sguardo viene attratto maggiormente da cover belle. E anche sui social, i post che pubblicizzano un libro con una bella copertina hanno più possibilità di attirare l'attenzione 🤗

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