Non pensavo di dover scrivere un capitolo extra per un libro che non ho mai pubblicato, ma mi sto rendendo conto - narrandovi la mia storia - che quel romanzo è stato parte fondamentale della mia crescita, come autrice e come persona. Vi dirò di più: forse è stato l'inconsapevole capostipite di tutti i miei romanzi successivi.
Qualcuno mi ha chiesto come mai io non abbia mai pensato, una volta approdata in libreria, di dare il giusto lustro a una storia in cui ho creduto fortemente per moltissimo tempo.
Beh, in un certo senso l'ho fatto... Anche se per vie traverse.
Mi spiego meglio.
"Un amore da romanzo" è stato una sorta di contenitore in cui ho riversato ciò che avevo dentro nei primi anni 2000: emozioni, paure, speranze, sogni. Tutto insieme, alla rinfusa. Mi ha emozionato scriverlo - e succedeva la stessa cosa rileggendolo - proprio perché mi riconoscevo quasi in ogni riga.
Ma una storia, per essere ben raccontata, deve avere un filo logico, stabile e credibile, e quella non lo aveva. C'era troppa roba. A partire dai protagonisti, che erano ben quattro!
Avevo ideato la trama insieme alla mia migliore amica del liceo: io mi occupavo di una coppia e lei dell'altra, ognuna con la propria visione dell'amore e delle relazioni.
Spoiler: erano diametralmente opposte!
Il libro era ambientato a Malibu, California. Le due protagoniste femminili - Jane e Natalie - vivevano in una villetta sul mare. Come riuscissero a permettersi una sistemazione simile, svolgendo due lavori sottopagati, resta un mistero 😂
Le loro vite finivano per intrecciarsi con quelle di Daniel e Seth, anche loro amici: il primo era un artista sensibile e praticamente perfetto, il secondo un giornalista mattacchione con un passato complicato.
E già così, i più attenti dovrebbero notare qualcosa di familiare... ma vediamo nel dettaglio.
Jane era una fotografa di giorno, e una cameriera in un pub di notte. (In uno dei sequel diventa una scrittrice).
Eccentrica e logorroica, nonché figlia di un reverendo intransigente e bigotto, ha un fidanzato che soddisfa i rigidi standard paterni, ma che in lei non suscita nulla più di un grande affetto. Incontra Daniel al pub, e un solo sguardo di quel ragazzo è capace di far finire nell'immondizia tutti i severi insegnamenti ricevuti. Lo sguardo, neanche a dirlo, sfocerà in una passione travolgente nell'arco della stessa notte.
Avete colto le reference? 😅
Senza nemmeno rendermene conto, negli anni ho fatto a pezzi il personaggio di Jane per costruirne almeno altri due: il suo carattere è diventato quello di Clover, mentre la sua vita, il padre, il fidanzato precedente e la sua voglia di riscatto sono diventati il mondo di Heaven.
Forse c'è qualcosa di lei anche in Taylor... ad esempio quando ha bisogno di essere salvata da qualche animale strano! 😂
Insomma, Jane Adams è stata la mamma di molte delle mie protagoniste, e mi è sembrato doveroso inserirla in un romanzo: appare, infatti, nell'epilogo di "Mi sposo a New York", anche se con un lavoro diverso. Forse non la ricorderà nessuno, ma è la stilista californiana che ha creato l'abito da sposa di Clover.
Una sorta di staffetta tra protagoniste, con un abito nuziale al posto della fiaccola💗
Passiamo a Natalie: una ragazza audace, sfrontata, ambiziosa e apparentemente sicura di sé. Dopo aver sofferto molto per amore, usa gli uomini solo come passatempo.
Ballerina (ma di danza moderna), amante della moda e del mondo scintillante delle star, nel sequel diventerà un'attrice famosa, con tutti i pro e i contro che quella professione e l'esposizione mediatica comportano. Si innamora di Seth, uomo impegnato, e avvia con lui una relazione clandestina e parecchio complicata.
Il carattere della bella Nat è diventato quello di Zoe, mentre la sua vita patinata mi ha aiutato a delineare il personaggio di Cade.
Naturalmente biondo e con gli occhi azzurri, è il mix perfetto tra Ryan e Cade: gentile, simpatico, premuroso, genuino. Un eroe moderno che arriva nella vita della lei di turno per salvarla da un'esistenza piatta e senza amore.
La sua vita professionale, invece, è diventata quella di David: Daniel è uno scultore e non un pittore, ma anche lui è preda di un blocco creativo che la protagonista contribuirà a sciogliere.
Una delle scene che voi avete letto in "Ho voglia di Innamorarmi"- quella in cui David ritrae Heaven sul letto della sua camera - è presa proprio da "Un amore da romanzo".
Infine Seth: un omone di un metro e novanta, ironico, pungente, drammatico, fumatore e con un passato segnato da dipendenze. Un tipo molto lontano dal mio ideale maschile (non era una mia creazione, infatti, come non lo era Nat). Giornalista dalle grandi ambizioni, per molto tempo si accontenta di lavorare per un giornaletto, scrivendo necrologi e articoli di poco conto. Questa sua insoddisfazione professionale è stata poi trasferita su Heaven, mentre il suo sarcasmo ricorda un po' quello di Eric.
Ho citato anche lui nella trilogia di New York, più precisamente nella novella "In amore tutto può succedere": qualcuno forse ricorderà Seth Cooper, il giornalista che scrive l'articolo su Clover, dopo averla conosciuta alla serata di gala a cui partecipa al fianco di Cade. (In quell'occasione fa riferimento alla capigliatura rossa della moglie. Nat, appunto).
Praticamente l'unico a non essere citato da nessuna parte è proprio Daniel, l'uomo che mi ha tenuta aggrappata ai sogni per tutti questi anni 😅
Ma mai dire mai! E poi, forse non era necessario fare un riferimento diretto: lui traspare in ogni pagina in cui viene descritto un uomo meraviglioso, capace di amare in modo sano 💘
Come vi ho già detto, ho scritto due sequel e mezzo di questo romanzo. L'ultimo vedeva protagonisti i figli di Jane e Natalie, ma purtroppo non l'ho mai finito. Alcune situazioni di quella trama, però, sono finite nei miei romanzi pubblicati:
- Una cara amica di Jane somiglia - nell'aspetto e nel carattere - a Liberty, mentre la sua identità è stata associata a una donna che compare nell'epilogo del mio nuovo romanzo (di prossima pubblicazione).
- Il figlio minore di Jane e Daniel si innamorerà della sua migliore amica, situazione che ha ispirato la trama di Una notte d'amore a NY.
- La figlia maggiore di Jane e Daniel si innamorerà di un uomo burbero e squattrinato, che pensa di non meritarla (un po' come è successo a Grace e William, i genitori di Cade).
- La figlia di Seth e Natalie, Gwen, appare al fianco di Cade nella novella "In amore tutto può succedere".
(*)
Insomma, quel libro resta un pozzo senza fondo da cui attingo ancora oggi. Dialoghi, situazioni, location, problematiche, personaggi secondari e comparse: mi è stato utile tutto.
Da un unico, ampio progetto, ho tirato fuori almeno tre libri diversi e sparpagliato dettagli in tutti gli altri. E non è detto che abbia finito... 😁
Senza contare che Jane e Daniel sono stati i protagonisti dei miei primi racconti pubblicati sui blog. Quindi, in qualche modo, il loro momento di gloria lo hanno avuto lo stesso 💛
In conclusione: nulla di ciò che creo finisce per essere buttato o dimenticato. A volte cambia semplicemente forma. I miei personaggi sono un po' come tessere di un puzzle, che posso sistemare dove ce n'è più bisogno.
Se ci fate caso, infatti, cito spesso personaggi di altri romanzi in una storia apparentemente slegata: è un modo per tenere tutto collegato, per dare una tridimensionalità a quel mondo alternativo che ho creato e nel quale mi rifugio quando fuori va tutto a rovescio.
E visto che siamo in tema, una cosa ve la anticipo: nel nuovo romanzo (che spero di far uscire entro l'autunno) ci sono alcuni collegamenti con ben tre libri che molti di voi hanno letto e amato. Curiosi? 😜
Spero di potervene parlare quanto prima!
A presto,
Cassie 💜
(*) Per chi non conoscesse i personaggi citati e volesse associarli ai rispettivi libri, consiglio di cliccare sulla sezione "I miei romanzi" e leggere le trame, per maggiore chiarezza. 😊






















