All'inizio di questo percorso vi avevo promesso approfondimenti sui libri e i rispettivi personaggi. Perciò, prima di ricominciare il viaggio e raccontarvi della mia seconda pubblicazione, eccomi qui a fare un'altra doverosa fermata.
Siamo arrivati al punto della storia in cui "Tutta colpa di New York" è uscito in libreria, quindi è giunto il momento di parlarvi meglio di loro: Clover e Cade.
Facendo questo percorso a ritroso nel tempo, mi sono resa conto che ogni romanzo che ho scritto ha una profonda connessione con il mio vissuto: alcuni rispecchiano il periodo che vivevo durante la stesura, altri sembrano narrati da una Cassandra del passato. Negli ultimi ho addirittura anticipato gli eventi... 😅
Non scelgo deliberatamente di inserire parti di me nelle storie - alcuni scrittori affermano di non farlo mai, ad esempio; altri si ispirano proprio alla loro vita. Nel mio caso, si tratta più di una conseguenza inevitabile: la scrittura è il mio modo per alleggerire i pesi della vita, e così le mie emozioni finiscono tra le pagine quasi senza che io me ne accorga.
C'è tantissimo del mio vissuto nei libri che scrivo... tranne per quel che riguarda le storie d'amore romantiche, gli uomini perfetti, i lavori pazzeschi e ben pagati, e i viaggi meravigliosi 😅 Di queste cose non ne ho vista neanche l'ombra, in 43 anni!
E visto che siamo in tema: non sono mai stata a New York. (Né a Los Angeles, tanto meno ai Caraibi, se è per questo). Qualcuno, però, ha pensato che io ci avessi vissuto sul serio... con buona pace di chi era convinto fosse necessario ambientare le storie solo in luoghi conosciuti!😝
Lei è una persona positiva, che non si lascia abbattere dalle difficoltà della vita, ma che allo stesso tempo non sente la necessità di sgomitare per ottenere un risultato, perché sicura che questo arriverà comunque, prima o dopo.
Anche se la sua famiglia non la stima - per come si veste, si comporta e per ciò che banalmente è - lei non cambia. Non si snatura per paura di non piacere agli altri: va fiera delle sue qualità, e anche delle sue stranezze.
Beh, sono stata così, in passato. Forse lo sono ancora, anche se non so dove si siano nascosti quell'ottimismo e quella sicurezza. Temo siano bloccati nel marasma di seghe mentali che mi avvolgono il cervello, ma spero di liberarli al più presto! 😅
Un'altra caratteristica di Clover che riflette la mia personalità, è l'onestà - quella totale, senza filtri.
Chi mi conosce confermerà: sono un vero caterpillar. Dico ciò che mi passa per la testa senza pensare troppo alle conseguenze. Fingere? Non ci riesco, mi si legge in faccia.
Da adolescente, quando ero costretta a raccontare una bugia, dovevo pianificare tutto nei minimi dettagli. (E vi assicuro che, con il padre che avevo, perfino per le cose più stupide era necessario, se volevo vivere serena). Preparavo, ogni volta, un vero e proprio piano di battaglia, resistente a qualunque tipo di imprevisto o subdola prova. Il problema era ricordarsi tutti i dettagli 🙈
No, mentire non fa per me: è troppo faticoso, io sono notoriamente pigra e ho una memoria terribile. Essere onesti è molto più facile.
Ma Clover non ha solo belle qualità, sia chiaro. Ha anche molte fragilità, tra cui spiccano:
- la paura della solitudine - che paradossalmente la rende ancora più selettiva nella scelta delle persone da avere accanto, portandola a mostrarsi estremamente diffidente verso gli altri.
- il timore di non essere capita e accettata - che la spinge spesso a essere sopra le righe, quasi volesse mettere alla prova la sopportazione altrui. Solo chi non fugge davanti ai suoi difetti ha l'opportunità di conoscere il lato più bello di lei... Ed ecco spiegato il perché ha pochissimi amici 😂
In poche parole, Clover indossa una maschera, e solo chi ha voglia di andare oltre riesce a guardarvi dietro. Per tutti gli altri, lei resta solo un'arrogante, brusca, eccentrica e indisponente ragazzina... Soprattutto agli occhi della sua famiglia, sua madre in primis.
Inutile specificare che Nadia O'Brian non è altro che il mix edulcorato della parte tossica della Rocca's Family 😖
Ma gli "O'Brian" non sono stati gli unici a non capire Clover. Anche alcuni lettori l'hanno etichettata come insopportabile e odiosa.
Non vi dico il dolore che ho provato, all'inizio, nel leggere certe recensioni: era come se mi stessero insultando personalmente 🙈
D'altro canto, ho conosciuto anche tantissime persone che invece l'hanno amata e compresa, e attraverso quel personaggio "fittizio" sono riuscita a sentirmi amata e compresa di riflesso, forse per la prima volta nella mia vita.
Lui rappresenta l'equilibrio, la calma, la comprensione e la protezione. Sono qualità che qualcuno riconosce in me, ma che raramente rivolgo a me stessa, e per molti anni ho creduto di averle proprio smarrite.
Quando ho sognato Cade, però, ho avuto la certezza di possederle ancora, e ho capito che era giunto il momento di usarle per aiutarmi.
Aiutati che il ciel ti aiuta, non si dice così?
Ciò che mi serviva in quel periodo era la capacità di essere comprensiva, protettiva e paziente con me stessa, e il mio subconscio ha semplicemente fatto riemergere quel lato del mio carattere... con le sembianze di un bellissimo ragazzo dagli occhi blu 😍
Cade è stato un segnale, un appiglio per ripartire. Una fata madrina con una penna al posto della bacchetta.
E mentre lui, sulla carta, salvava Clover, la scrittura salvava me. Ancora una volta.
A distanza di tredici anni, posso dirvi che il "Cade" che è in me a volte sparisce per lunghi periodi - anche piuttosto frequenti, ahimè - , ma a non sparire è la consapevolezza che lui c'è. E so che tornerà, quando avrò davvero bisogno di lui.
Ogni libro che scrivo inizia con una frase speciale: rappresenta il messaggio nascosto tra le pagine, ma è anche un promemoria per me stessa, nonché un augurio per chiunque si ritrovi a leggere le mie parole.
Tutta colpa di New York è dedicato "A chi continua a credere, nonostante tutto", perché scrivere quel romanzo ha rappresentato esattamente questo: malgrado lo scetticismo altrui, gli ostacoli, i blocchi mentali e la paura di non farcela, ho continuato a credere che, prima o poi, avrei realizzato il mio sogno. E alla fine ce l'ho fatta.
Ma è stato solo l'inizio di un percorso fatto di tanti altri promemoria... E continuando a raccontarvi la mia storia, spero possiate cogliere anche voi tutti gli insegnamenti che in questi anni ho fatto miei e che ancora mi aiutano nei momenti di sconforto.
A presto,
Cassie 💜



